Quali sono alcuni esempi delle innovazioni che avete attuato?
Fra gli ultimi passi che abbiamo compiuto nell’ottica della tutela della salute psicofisica sicuramente sono stati ben accolti lo sportello di ascolto e l’attività sportiva di gruppo.
Nel contesto manuale-materiale, ci tengo a citare l’acquisizione di macchinari nuovi che riducono in modo significativo i rischi correlati a certe operazioni, come la nuova piegatrice e l’avvolgitore semovente che imballa in automatico i bancali. Si tratta di investimenti importanti che penso diano la misura di quanto peso diamo a salute e sicurezza dei lavoratori.
Il distributore automatico dei DPI è un altro risultato di cui vado fiera, così come i video sulla sicurezza erogati sui monitor dei distributori di bevande.
Penso che la decisione di ampliare il ruolo di RSPP sia stata molto importante in questo senso. Quando sono arrivata in CEPI nel 2019, avevo molte idee ma inizialmente ricoprivo una posizione di supporto. Dall’anno scorso sono RSPP (ovvero Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) a tempo pieno, e lo spazio che mi è stato concesso ha reso possibili gli sviluppi di cui ho parlato. Ho potuto concentrare le mie energie su formazione e soprattutto organizzazione, il segreto per uno strumento efficace.
Io stessa sento di essere molto cresciuta, e in particolar modo sono soddisfatta di aver finalizzato progetti. Di certo la fase di ricerca e raccolta del feedback sono fondamentali, così come lo è la capacità di avere idee, ma la concretizzazione di tutti questi elementi è cruciale, ed il modo per farlo è attivare una figura preposta con il tempo, l‘autonomia decisionale e il supporto necessari.
Che legame c’è fra formazione e sicurezza?
Per lavorare in modo sicuro e rispettoso delle normative è necessario un costante lavoro di sensibilizzazione. Il fondamento della sicurezza è una consapevolezza profonda, che non si limita all’erogazione di conoscenze ma si raggiunge tramite l’instaurazione di un dialogo autentico sull’argomento, che sollecita partecipazione e feedback. Per esempio, mi interessa sempre sapere il parere dei partecipanti sui corsi: come sono le aule, se i docenti sono professionali e preparati, se i contenuti sono dinamici e interessanti in una situazione coinvolgente.
Cosa puoi dirci della formazione accrescitiva da un punto di vista professionale?
I due piani di formazione sulla sicurezza e aggiornamento professionale vanno in parallelo. Dall’anno scorso abbiamo iniziato a fare qualche formazione extra attingendo a Fondimpresa, selezionando alcuni corsi strategici per aumentare le competenze dei reparti amministrativo, tecnico, qualità ed elettrico. Spero negli anni di riuscire a implementarne sempre di più, spaziando da competenze universali come le lingue a quelle specializzanti mirate a precisi ruoli.
Credo che un ambiente acculturato sia un ambiente che tende a preservarsi. L’accrescimento delle conoscenze accresce anche la voglia di partecipare e mettere in atto quello che si è appreso: il proprio lavoro è vissuto come più valorizzato ed è praticato non solo per automatismo, ma con concetto.
A marzo si è tenuto a Rimini un forum sui processi HSE organizzato da Richmond, al quale hai partecipato insieme a Davide.
Sì, è stato molto interessante. Si tratta di un evento annuale al quale partecipano esperti del settore e fornitori del mondo HSE. Ha compreso molte tavole rotonde, seminari e momenti di scambio sui percorsi di sicurezza entro i vari contesti aziendali, dove ci siamo confrontati su come si sono gestite le varie componenti e dai quali sono emerse per tutti nuove idee come su come migliorare. Ci è piaciuto molto partecipare come team piuttosto che unità singola.
Inoltre ci sono stati molti incontri coi fornitori (di dpi, sistemi software e via dicendo) e consulenti su specifici rischi o ingegneri che ci hanno parlato della direttiva macchine. Ci hanno raccontato il loro prodotto e noi abbiamo presentato il nostro caso specifico, in modo da capire la soluzione più adatta.